IL RUOLO DEL LATTE D’ASINA NELLE INTOLLERANZE ALIMENTARI

 

Il latte d’asina, utilizzato dai tempi di Erodoto (V secolo a.C.) come sostituto del latte umano (Chiofalo et al., 2006), è, per caratteristiche composizionali ed organolettiche, più simile al latte materno di quello vaccino (Bonomi et al, 1994; Vincenzetti et al., 2005). Per tale motivo è diventato un alimento fondamentale nella dieta di bambini con allergie alimentari multiple; in particolare rappresenta una valida alternativa nutrizionale ai formulati ipoallergenici ad oggi disponibili per quei neonati allergici alle proteine del latte vaccino (APLV) (Carroccio et al., 2000b; Iacono et al., 1992; Monti et al., 2007b; Vita et al., 2007; Tesse et al., 2009), contribuendo, in tali soggetti, alla formazione di un completo ed efficace sistema immunitario (Carroccio et al., 2000b; Iacono et al.,1992; Monti et al., 2007b; Vita et al., 2007).

L’APLV è una condizione molto frequente in età pediatrica, interessando fino al 5-10% dei bambini (Host, 1994); i sintomi di ipersensibilità, però, possono persistere anche dopo i 3-4 anni, fino all’età adulta e determinare l’esordio di uno stato di poli-intolleranza alimentare (Hill et al., 1995; Iacono, 1998; Carroccio, 2000a; van Ginkel et al., 2003).

La sua sintomatologia è molto variabile, interessando la cute, l’apparato gastroenterico e quello respiratorio; essa, infatti, può essere associata a dermatite atopica, ipersensibilità gastrointestinale immediata, esofagite, gastrite, gastroenterite eosinofila, enterocolite, proctite, enteropatia, coliche, stipsi, rinite cronica, ritardo di crescita, tosse persistente o asma (Chiarelli & Di Michele, 2007; Monti et al., 2007a, b; Vita et al., 2007).

In presenza di fenomeni allergici, il latte vaccino può essere sostituito con latte le cui proteine siano di origine vegetale (soia), oppure con latti idrolizzati, le cui proteine hanno un’allergenicità ridotta (Chiarelli & Di Michele, 2007; Agostino & Palmesi, 2007; Monti et al., 2007b; Vita et al., 2007). Essi, però, non hanno un gusto particolarmente gradevole, per cui spesso sono assunti malvolentieri dal lattante e si possono avere reazioni allergiche anche alla soia e a prodotti d’idrolisi spinta (Chiarelli & Di Michele, 2007; Agostino & Palmesi, 2007; Monti et al., 2007b; Vita et al., 2007; Polidori & Vincenzetti, 2013). Si può, inoltre, ricorrere a latte di specie animali diverse dai bovini e con un gusto più vicino a quello del latte tradizionale, come quello di capra. Purtroppo il bambino che è allergico alle proteine del latte vaccino, spesso, è allergico anche alle proteine del latte di questa specie (Chiarelli & Di Michele, 2007; Monti et al., 2007b; Agostino & Palmesi, 2007). Il latte d’asina, invece, presenta molte analogie quali-quantitative con quello umano; di particolare interesse è la composizione proteica (contenuto di caseina e di sieroproteine) molto simile a quella del latte materno, in quanto correlata al potere allergenico del latte di asina e alla sua maggiore tollerabilità rispetto a quello dei ruminanti (Salimei et al., 2004; Polidori & Vincenzetti, 2013).

Simile è anche il contenuto in lattosio (Salimei et al., 2004), che oltre a renderne piacevole il sapore, ha anche un ruolo “prebiotico” rappresentando il substrato ideale per un corretto sviluppo della flora lattica intestinale (Schaafsma, 2003; Bazzocchi, 2008). Tale disaccaride, inoltre, stimola l’assorbimento intestinale del calcio, influenzando positivamente la mineralizzazione ossea (Polidori & Vincenzetti, 2012).

Il latte d’asina è una buona fonte di acidi grassi essenziali, essendo caratterizzato da elevate quantità di acidi grassi polinsaturi appartenenti alla classe omega 3 (ω-3) ed omega 6 (ω-6) (in particolare acido linoleico e linolenico) (Salimei et al., 2004; Martemucci & D’Alessandro, 2012). I pazienti affetti da APLV e da allergie alimentari multiple rischiano di andare incontro a deficienze per gli acidi grassi essenziali, in particolare per gli ω-3 i quali sono necessari per una crescita adeguata, per lo sviluppo neurologico e per il benessere cardiovascolare (Aldamiz-Echevarria, 2008; Polidori & Vincenzetti, 2012).

Inoltre, il latte di asina presenta biopepeptidi attivi, quali lisozima, lattoferrina e lattoperossidasi, in concentrazioni superiori al latte vaccino, in grado di svolgere una naturale ed efficace azione antimicrobica e batteriostatica, importante nell’inibizione della crescita dei microrganismi potenzialmente patogeni nell’intestino umano (Paolicelli, 2005; Vincenzetti et al., 2005; 2007: Polidori & Vincenzetti, 2013).

Il latte d’asina è, quindi, un prodotto naturale, ipoallergenico e capace di esercitare diverse funzioni biologiche associate al latte materno. Queste proprietà sembrano incoraggiare sempre più l’introduzione del latte di asina nell’alimentazione di pazienti, neonati, adulti e anziani, affetti da APLV e/o da allergie alimentari multiple in sostituzione o a complemento di formulati alternativi al latte vaccino.