Il ruolo del latte d’asina nella cura della stipsi

 

La stipsi è un disturbo molto comune nella popolazione, con una prevalenza di quasi il 20% (Locke et al., 2000), ed è intesa come emissione difficoltosa ed infrequente di feci di consistenza dura (Milonis & Polidori, 2011).

E’ una condizione sempre più frequente nei paesi a sviluppo socio-economico elevato, attribuibile ciò ad aspetti alimentari e psicologici (Milonis & Polidori, 2011). Le donne risultano essere più colpite rispetto agli uomini, per motivi anatomici e funzionali (cambiamenti ormonali, gravidanza) e l’incidenza tende ad aumentare con l’età (Pappas et al., 2008; Tosetti et al., 2012). Particolarmente elevata è la prevalenza negli ospiti di istituzioni sociosanitarie (Tosetti et al., 2012). Nel 90% dei casi si tratta di stipsi funzionali e nel 10% di stipsi organiche; le stipsi funzionali sono da attribuire a cause dietetiche e psicologiche, le forme organiche sono determinate da patologie neurologiche, anatomiche, endocrine e metaboliche (Milonis & Polidori, 2011).

Modificare lo stile di vita, con un apporto nutrizionale adeguato ed una maggiore attività fisica, può essere il primo approccio nella gestione della stipsi (Peters et al., 2001; Tosetti et al., 2012). Generalmente si ricorre ad un intervento di tipo dietetico con incremento del consumo di fibre alimentari e aumento dell’introduzione di liquidi, per poi arrivare all’uso di lassativi in mancanza di una soddisfacente risposta alle norme alimentari-comportamentali (Corazziari, 2008; Cuomo, 2008; Stanghellini et al., 2008; Dehghani et al., 2012).

Nei soggetti con stipsi organiche, il disturbo può essere connesso a diverse cause quali allergia al latte vaccino (APLV), problemi al colon (stenosi, cancro, ragadi anali, proctite), disfunzioni tiroidee, diabete mellito, ipercalcemia e disordini neurologici (parkinsonismi, lesioni del midollo spinale) (Locke et al., 2000; Iacono et al., 1995; 1998; van Ginkel et al., 2003).

Il latte d’asina, grazie alle sue molteplici proprietà benefiche, è un rimedio per combattere innumerevoli disturbi, dalla cura della stipsi ai benefici per il sistema nervoso, dalla carenza vitaminica alla regolazione della flora gastroenterica, dal rafforzamento del sistema immunitario alle proprietà dermocosmetiche (Milonis & Polidori, 2011).

Tra i fattori importanti nel contrastare la stipsi, vi è l’assunzione di liquidi e, in particolar modo, di acqua; una loro scarsa introduzione potrebbe determinare costipazione cronica (Klauser et al., 1990; Arnaud, 2003; Cuomo, 2008). L’incremento di liquidi è raccomandato sia nei bambini che negli adulti ed anziani affetti da stipsi (Cuomo, 2008).

Il consumo di latte d’asina va incontro alla necessità di introdurre un adeguato volume di liquidi e, grazie all’elevata quantità di acqua in esso presente, contrasterebbe la severità dei fenomeni di stipsi (Cuomo, 2008; Iacono & Scalici, 2011).

Questo latte, per il suo contenuto in lattosio (substrato ideale per un corretto sviluppo della flora lattica intestinale), esercita anche un effetto “prebiotico”, stimolando la crescita delle specie batteriche presenti a livello del colon (Schaafsma, 2003, Bazzocchi, 2008). Il suo effetto benefico si esplica nella capacità di inibire la proliferazione di microrganismi nocivi, anche grazie alla presenza in questo latte di lisozima, lattoferrina e lattoperossidasi, e di stimolare la crescita e l’attività di ceppi benefici per i disturbi presentati dal paziente (Salimei et al., 2004; Businco et al., 2000; Polidori et al., 2009; Vincenzetti et al., 2005; 2007; 2008).

Inoltre, la presenza di lattoferrina facilita la protezione delle cellule neuronali intestinali ed è utile nel prevenire e/o trattare i disordini ad essi connessi, quali dismotilità intestinale (dal rallentamento del transito intestinale alla stipsi) (Faure et al., 2013).

Infine, studi precedenti dimostrano la sicurezza e l’efficacia del latte d’asina nel trattamento delle APLV e delle poliallergie alimentari ed, in particolare, nel trattamento delle stipsi su base allergica (Iacono & Scalici, 2011).

In conclusione, l’introduzione del latte d’asina nella dieta di soggetti affetti da stipsi potrebbe apportare diversi benefici nel trattamento di questo e di altri disturbi, che interessano diverse classi di età.Società Italiana di Medicina Generale. 6: 49-54.