Latte d’asina e proprietà antitumorali

 

Il 30% dei tumori è causato da una cattiva alimentazione e le più recenti ricerche scientifiche sottolineano come i tumori dell’apparato gastrointestinale, dell’esofago, dello stomaco e del colon, siano quelli che più risentono della quantità e della qualità dei cibi che portiamo in tavola. I pazienti malati di cancro necessitano di informazioni sui problemi nutrizionali, raccomandazioni e consigli pratici su come affrontare una corretta alimentazione insieme alla pesanti terapie cui vengono sottoposti (Linee guida A.R.T.O.I., 2012).

Studi in vitro hanno dimostrato gli effetti anti-tumorali e anti-proliferativi del latte d’asina sulla linea cellulare tumorale derivante da carcinoma polmonare umano (A549) e i suoi effetti sulla progressione del ciclo cellulare, sull’apoptosi e sulla produzione di citochine (Xueying et al., 2011). I componenti del latte d’asina aumenterebbero la secrezione da parte delle cellule mononucleate del sangue (PBMCs) di Interleuchina-2 (IL-2), Interferone-γ (IFN-γ), Interleuchina-6 (IL-6), Fattore di necrosi tumorale (TNF-α) e Interleuchina-1β (IL-1β). È stato osservato come i componenti attivi di questo prezioso latte non solo possono sopprimere direttamente la proliferazione delle cellule tumorali in vitro, ma possono anche agire indirettamente attraverso l’attivazione di linfociti e macrofagi. L’elevato contenuto in lisozima inoltre può contribuire all’attività anti-tumorale (Xueying et al., 2011) .

Studi effettuati su ratti hanno inoltre dimostrato che il latte d’asina inibisce la proliferazione della linea cellulare tumorale derivante da sarcoide (S180) (Zhai et al., 2009).

Durante il quarto convegno nazionale A.R.T.O.I. è emerso che il latte d’asina è un valido aiuto per i pazienti affetti da cancro grazie ai componenti naturalmente presenti. La vitamina A e la vitamina E inibiscono la crescita tumorale ed inducono meccanismi di morte cellulare programmata (apoptosi) (Klein et al., 2001). Studi effettuati sull’uomo e sugli animali hanno dimostrato che la vitamina E protegge efficacemente contro lo sviluppo di un certo numero di tumori come il tumore al colon, alla prostata, alla cute, ai polmoni e alla mammella. La vitamina E agirebbe stimolando la risposta immunitaria e migliorando l’espressione di geni repressori quali p53. Il trattamento con vitamina C, contenuta in elevate quantità nel latte d’asina, è in genere promosso in aggiunta al trattamento convenzionale del cancro, con l’obiettivo, secondo Cameron e Pauling, di sostenere l’incapsulamento del tumore, di resistere alla formazione di metastasi, di migliorare la competenza immunologica, di ridurre la cachessia, e di migliorare lo stato di salute generale del paziente (Cameron et al., 1979).

E’ stato dimostrato, per ora solo su pazienti con tumore pancreatico avanzato, che gli acidi grassi polinsaturi (PUFA) omega-3 (ω-3), eicosapentenoico (EPA) e docosaesaenoico (DHA), attenuano la secrezione di citochine pro-infiammatorie e bloccano il calo ponderale che si manifesta nel paziente affetto da tumore (Ali Arshad et al., 2012). Studi sperimentali hanno evidenziato l’effetto anti-tumorale ed anti-cachettico di tali acidi grassi, mentre studi clinici non sono univoci e per ora sono stati effettuati solo su tumori in stadio avanzato, come quello pancreatico. Gli alimenti contenenti PUFA, come il latte d’asina, potrebbero quindi rappresentare nutrienti importanti nella dieta di soggetti affetti da tumore.